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Assemblea delle/degli iscritte/i: la relazione del presidente di sezione

Pubblichiamo di seguito il testo della relazione presentata all'assemblea delle/degli iscritte/i tenuta il 23 maggio 2015 dal presidente di sezione Nicola Tirapelle:

Care amiche e compagne,
cari amici e compagni,

siamo qui oggi dopo più di un anno dall’ultima assemblea per fare il punto della situazione sull’attività della nostra sezione e per discutere sulla fase attuale e sulle prospettive future dell’Associazione.  Cercherò, con tutti i miei limiti, di indagare aspetti positivi e negativi. Non mi addentrerò nelle questioni economiche e amministrative, in quanto vi illustrerà il compagno Dalla Mura che interverrà dopo.

L’Anpi a livello nazionale e locale è intensamente impegnata nell’azione di  difesa, promozione e applicazione dei principi costituzionali, ponendo a tutti i soggetti politici e istituzionali il rispetto e l’attuazione della Costituzione.  Sappiamo che la situazione politica e sociale del nostro paese è molto grave e che è in atto da parte dell’attuale Governo un pericoloso processo di riforma della Carta costituzionale diretto verso una democrazia autoritaria e sempre meno partecipativa.
La difficile situazione politica, economica e  sociale del nostro paese ha favorito nuove spinte xenofobe e razziste, ha agevolato l’irrompere sulla scena di nuove destre, nostalgiche, populiste, violente e neonaziste, che intrecciano i loro legami con forze politiche tradizionali.

Anche a Como, gruppi come Forza Nuova e Militia, si sono appropriati di aggressive parole d’ordine pseudo-rivoluzionarie e antisistema, trovando purtroppo facile presa tra i giovani e facendo proselitismo anche nelle curve degli stadi di calcio o con campagne di raccolta di cibo e materiale per i canili della provincia. Il richiamarsi ed appellarsi alle Istituzioni affinché facciano rispettare l’antifascismo è un opera doverosa, ma che ormai risulta inefficace.
Ogni qualvolta l’estrema destra tiene iniziative pubbliche sul nostro territorio, non c’è alcun vero e serio contrasto istituzionale, nemmeno preventivo.
Affidarsi quindi solo alle Istituzioni è diventato insufficiente: i neofascisti e i neonazisti continuano ad ottenere le piazze, anche da Amministrazioni che a parole dai palchi del 25 aprile onorano la lotta partigiana.
Se è vero quindi che è nostro dovere chiedere alle Istituzioni preposte che impediscano all’estrema destra di diffondere messaggi xenofobi, razzisti e autoritari, è altrettanto vero che dobbiamo cercare di andare oltre:  per esempio lanciando una massiccia campagna nazionale, coinvolgendo movimenti, partiti, associazioni e cittadini per chiedere che vengano bandite dalla scena pubblica tutte le forze neofasciste e neonaziste; per esempio impegnandoci a guardare e a dialogare con tutta quell’area composita di giovani antifascisti organizzati in centri sociali, associazioni e collettivi.
L’Anpi, nella sua completa autonomia, che dobbiamo sempre difendere e garantire, deve sforzarsi di essere il motore e al tempo stesso il collante della mobilitazione antifascista sul territorio, cercando di spingere per la piena e paritaria collaborazione con tutte le forze democratiche e antifasciste comasche.

In questi ultimi anni, l’Anpi ha puntato molto sul rinnovamento. Forse come sezione ne siamo in qualche modo un esempio, per il fatto che il gruppo dirigente è composto in buona parte da giovani. Tuttavia l’operazione di rinnovamento  non è riuscita in toto.
La questione giovanile è sempre evocata in tutte le sedi associative. Ciò nonostante esiste ancora un freno, anche involontario e forse inconsapevole, nel rendere partecipi completamente i giovani nei ruoli dirigenti.

Per questo, sono fermamente convinto che il rapporto tra generazioni debba fondarsi sulla consapevolezza della reciproca indispensabilità: non c'è futuro -e lo sottolineo- se non lo si costruisce sul patrimonio ideale dei partigiani, così come è importante che i meno giovani siano aperti e disponibili al necessario cambiamento.

Credo inoltre che la nostra Associazione non debba chiudersi solo in un antifascismo celebrativo e rituale. La promozione della Memoria storica verso le giovani generazioni deve allacciarsi ad una grande battaglia culturale e politica permanente, che coinvolga sullo stesso piano il maggior numero di forze antifasciste e democratiche, che contrasti l’afascismo e l’indifferenza diffusa nella società, che lotti contro quella perversa concezione di democrazia asettica percui concedere spazi pubblici ai neofascisti vuol dire garantire il principio della libertà di espressione,  stravolgendo di fatto il principio stesso e deformando lo spirito antifascista che pervade la Carta costituzionale, per cui lottarono donne e uomini della Resistenza.

Focalizzando ora l’attenzione sullo stato della nostra sezione, possiamo affermare che nel corso dell’anno siamo riusciti, pur con le difficoltà e la scarsità di risorse, a mantenere una stabile struttura organizzativa ed amministrativa.
La crescita registrata anche nel 2014 del numero di iscritte e iscritti è sicuramente un dato positivo per la nostra sezione. Il compagno Giorgio illustrerà meglio di me tutti i dati specifici.
Qui però mi sento in dovere di ringraziare il lavoro  delle compagne e dei compagni che singolarmente o durante il corso delle iniziative, si sono impegnati per cercare di avvicinare le persone ad iscriversi alla nostra Associazione.
Come già ho avuto modo di dire in passato, il tesseramento è sicuramente un aspetto fondamentale: è un rilevatore dell’adesione ai principi e ai valori percui l’Anpi si batte ed è la principale fonte di sostegno economico. Tuttavia non deve essere l’unico obbiettivo del nostro lavoro.
Siamo coscienti che un impegno crescente di presenza politica e culturale sul territorio è un fattore che incentiva la crescita, così come crediamo che ciascuno di noi debba impegnarsi nel proprio piccolo per promuovere l’adesione e la partecipazione alla nostra Associazione.
Ognuno di noi, a partire da chi occupa ruoli dirigenti, ha la responsabilità di partecipare all’attività della sezione e di promuovere i valori che difende la nostra Associazione.

Un’altra sfida di non poco conto è la ricerca di una sede adeguata e stabile: credo che dopo tre anni sia diventata una necessità. Trovare la soluzione migliore per un luogo che faccia da punto di riferimento credo che sia ampiamente auspicabile. Mi preme poi fare presente che anche quest’anno -il 7 giugno- abbiamo organizzato il pranzo sociale che, oltre a un momento conviviale e di festa, è un modo per autofinanziare la sezione per le iniziative future. Vi chiedo ovviamente di partecipare e di estendere l’invito ad amici e conoscenti.

Passando agli aspetti politici, penso che abbiamo dato un forte impulso all’attività, gettando le fondamenta per un lavoro unitario con le forze politiche antifasciste della città. Mi riferisco agli incontri fatti -e che proseguiranno- con le forze politiche cittadine, con cui ci siamo confrontati e che hanno portato a risultati importanti e per nulla scontati: sul tema del recupero del Monumento alla Resistenza europea, siamo riusciti ad elaborare un documento unitario a supporto e di stimolo all’azione dell’Anpi provinciale con la Giunta comunale.
Inoltre, sempre sulla questione del Monumento, grazie alla collaborazione con alcuni consiglieri comunali, è stata approvata proprio lunedì scorso una mozione in Consiglio comunale che impegna la Giunta comunale a promuovere un progetto di riqualificazione dell’area e a dare impulso alla valorizzazione culturale e turistica dello stesso anche attraverso la collaborazione con Associazioni ed Enti del territorio. Sempre in Consiglio comunale è stato approvato un ordine del giorno che riteniamo molto positivo, in quanto puntualizza una chiara indicazione al Sindaco, al Prefetto e al Questore su quale sia l’impegno da tenere nel futuro: vietare la concessione di spazi pubblici ai soggetti che non si riconoscono nel principio antifascista della nostra Repubblica.
Ancora, sempre in collaborazione con le forze politiche antifasciste cittadine, abbiamo di recente promosso un partecipato incontro pubblico a Como per indagare e approfondire il fenomeno sociale e politico dell’estrema destra.
Trovo inoltre importante sottolineare come la nostra sezione sia ancora il motore che ha attivato e mantiene viva una rete di soggetti (Arci, Italia-Cuba, Istituto di Storia, Cgil, Soci Coop, Ecoinformazioni, Emergency, Libera, Comitato difesa Costituzione) impegnate insieme nella valorizzazione delle Memoria antifascista e nella promozione dei valori costituzionali. Iniziative principali di questo insieme di realtà sono state organizzate per il 25 aprile Settantesimo della Liberazione e per la ormai prossima Festa del 2 giugno, in cui anche quest’anno porteremo in piazza con musica, messaggi e gazebo la nostra volontà di difendere la Costituzione nata dalla Resistenza. 

L’anno prossimo ci sarà il congresso nazionale che sarà anticipato da tutto il percorso di avvicinamento fatto dai congressi ai vari livelli. Credo che questa sia la giusta occasione per rivedere ed aggiornare alcune parti del nostro statuto nazionale, che a mio parere lascia parecchie zone grigie e, in  molti casi, sembra non concedere la giusta autonomia politica ed economica alle sezioni, che sono a tutti gli effetti i pilastri dell’Associazione.
Penso inoltre che l’Anpi, anche a livello locale, debba fare ancora grossi sforzi per migliorare e consolidare l’organizzazione. Pur con profonda riconoscenza nei confronti delle compagne e compagni che oggi riescono a supportare ed a provvedere alle necessità della struttura a livello locale, sono convinto che si debba investire di più nella formazione di dirigenti ed iscritti, così come considero essenziale un maggiore coordinamento dell’associazione sul territorio provinciale.
Un piccolo appello: facciamo in modo che questi momenti assembleari non siano solo meccanismi burocratici, ma vere e proprie occasioni in cui, in un ottica di accrescimento e di ricerca unitaria, si sviluppi quella sana dialettica interna, anche accesa, ma che ponga l’Anpi nel “qui ed ora”.

Concludo sollecitandovi a dare il vostro contributo non solo in termini di -passatemi il volgare termine- “manodopera”, ma anche e soprattutto di elaborazione e discussione politica.
Vorrei per finire citare ancora una volta, con rispetto ed orgoglio, le parole del compagno partigiano Giovanni Pesce: “Quello che facciamo ora è importante, soprattutto perché, se oggi non facessimo nulla, non ci sarebbe mai un domani da cui cominciare a cambiare veramente le cose”.

Vi ringrazio.

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