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Verso un atlante delle stragi nazifasciste in Italia

Venerdì 13 e sabato 14 dicembre a Milano seminario per definire il progetto presentato da ANPI e INSMLI. L’atlante, finanziato dal governo tedesco, costituisce di fatto il primo atto riparatore della Germania verso le vittime delle stragi.

"Dopo due anni di sforzi, finalmente siamo riusciti ad ottenere che si riconoscesse l’importanza di atti di riparazione concreti, da parte della Germania, che non si risolvessero solo nelle pur importanti dichiarazioni rese dai due Presidenti tedeschi, a Marzabotto e a Sant’Anna di Stazzema” (C. Smuraglia)

Ormai, è ufficiale. Venerdì 13, con un importante seminario inizierà a Milano il suo cammino un progetto per la realizzazione di un completo “Atlante” delle stragi nazifasciste, compiute in Italia, dal 1943-1945.

Da tempo si era prospettata l’attuazione di questo progetto, delineato all’Università di Pisa sotto la direzione del Prof. Pezzino, sulla base di un’intesa tra l’ANPI nazionale e l’Istituto Nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia. Si era chiesto, con insistenza, al Ministero degli esteri italiano ed a quello della Repubblica Federale di Germania, che esso fosse finanziato – appunto – dalla Germania, come uno dei primi atti di “riparazione” per le tragedie e le efferatezze di quegli anni.

Si è voluto inizialmente ricevere il conforto, il contributo ed i suggerimenti dei maggiori esperti della storia contemporanea, per partire poi, in concreto, con l’incarico ad un gruppo di ricercatori. Un fatto di enorme importanza, anche dal punto di vista politico e simbolico.

Molte volte è stato ha ribadito che la memoria si consolida e resiste al decorso del tempo se è accompagnata dalla conoscenza dei fatti, dalla riflessione su di essi e dall’approfondimento delle lezioni che ne derivano. Per questo, nel recente volume curato dall’ANPI e dedicato alle stragi sono state indicate, sotto il titolo principale “Le stragi nazifasciste del 1943-1945”, tre parole di estrema importanza come “memoria, responsabilità e riparazione”.

Questo è sempre stato l’intento della nostra associazione, in qualche parte coincidente anche col lavoro compiuto dagli storici italiani e tedeschi e raccolto in una relazione depositata esattamente un anno fa: né odio, né oblio, ma verità, giustizia e responsabilità.

Naturalmente questo è solo il primo atto di un complesso di “riparazioni” che sono state chieste non solo dall’ANPI, ma anche da diverse altre Associazioni, che rappresentano le vittime, i superstiti e i familiari delle stragi, così come coloro che sono stati “deportati” e trasformati in “schiavi” (gli I.M.I.), al di fuori e contro ciò che stabiliscono le convenzioni internazionali per i militari prigionieri di guerra.

La speranza è che si prosegua la via intrapresa, anche perché la riparazione è uno dei modi attraverso i quali si realizza quell’ideale di giustizia e verità che è giustamente perseguito da tutti coloro che auspicano il non ripetersi mai piu di atti di barbarie e comportamenti con cui si calpestano i diritti umani.

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