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Il teatro Manzoni annulla il concerto delle nazi-band

 La direzione del teatro Manzoni di Milano ha annullato il contratto di affitto per il concerto dei gruppi dell'estrema destra programmato per il 16 dicembre.

Niente Teatro Manzoni per il concerto neonazista fissato per il prossimo 16 dicembre a Milano. È il primo effetto sortito dopo che Repubblica ha dato notizia dell’evento. Con il direttore della struttura che fa marcia indietro e attacca gli organizzatori: «Avevamo dato l’ok all’affitto seguendo le normali procedure e fidandoci del nostro interlocutore — spiega Alessandro Arnone — poi quando abbiamo aperto il giornale siamo cascati dalle nuvole. Non ci avevano illustrato quale fosse la vera natura del raduno. Che non è assolutamente in linea con la politica del nostro teatro».


In sostanza — è la ricostruzione di Arnone — le sigle di estrema destra avevano mandato avanti il circolo culturale Excalibur, un nome “pulito” e sconosciuto ai non addetti ai lavori grazie al quale poter prenotare un teatro prestigioso, centralissimo e capiente (700 posti) senza troppi problemi. Omettendo il programma dell’iniziativa, che negli ambienti neofascisti era già stata ribattezzata come la “Woodstock nera”. Cioè un festival con ospiti le band più conosciute nei circuiti eversivi e negazionisti. «Abbiamo fatto gli approfondimenti del caso, a volte capitano delle sviste, l’importante è rimediare in qualche modo», rimarca il direttore del teatro.

Adesso resta da capire se il raduno verrà soppresso del tutto o se l’estrema destra cercherà un altro luogo sempre a Milano o nei dintorni. Per questo l’Anpi non abbassa la guardia: «Mentre chiediamo l’intervento delle istituzioni cittadine e delle autorità competenti perché questi raduni che si pongono in aperto contrasto con i principi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza e con le leggi Scelba e Mancino vengano vietati, chiamiamo i cittadini e gli antifascisti alla massima vigilanza democratica», dice il presidente provinciale Roberto Cenati. Concetto ribadito dalla Cgil: «Milano e i milanesi devono indignarsi e pretendere che tali iniziative vengano proibite». Soddisfatto il presidente del consiglio comunale, Basilio Rizzo, perché «la decisione del Manzoni è un chiaro segnale, le mobilitazioni antifasciste hanno dato fiducia a chi intende rispettare la Costituzione e la Resistenza. Abbiamo fatto capire che in città tira un’aria nuova, sono sicuro che anche altri negheranno i propri spazi».

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