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Una grigliata... tra neonazisti

Chi sono quelli di Militia Como
FONTE: Redazione - Osservatorio democratico - 10/07/2013 www.osservatoriodemocratico.org

Il manifesto di Militia Como che indice l’appuntamento del 27-28 luglio, in quel di Canzo (Valassina), presenta un allegro maialino e promette «grigliata, birra alla spina, musica e divertimento». Una simpatica festa tra i monti? Un raduno tra amici? Ma quali amici? Vediamo come si presenta Militia Como attraverso le sue stesse parole e il repertorio di immagini utilizzate.

Rifacendosi a Julius Evola, il maggior pensatore neonazista italiano, Militia Como afferma di appartenere all’«area» di coloro che vogliono «rimanere in piedi tra le rovine». Le rovine sarebbero quelle della civiltà moderna, che dopo l’illuminismo e la rivoluzione francese avrebbe perso il contatto con una «Tradizione superiore, trascendente», quella di una «società antiegualitaria, gerarchica e qualitativa». E la “milizia” cui ci ispira è quella che lo stesso Evola vedeva incarnata nelle SS naziste, un modello di ordine ascetico-militare da lui stesso considerato insuperabile. Non è dunque un caso che i manifesti di Militia celebrino ossessivamente la “scelta dell’onore”, ovvero la fedeltà al fascismo e al nazismo. Da qui i riconoscimenti a Emilio Maluta, uno dei fondatori del Battaglione Lupo, incorporato nella Decima Mas, e a Velia Mirri, ausiliaria della Repubblica di Salo, raffigurata mentre bacia la bandiera sullo sfondo di un’aquila che tiene fra gli artigli il fascio littorio.
Lupi e aquile appaiono insieme nei manifesti accanto ai motti dannunziani, come “Fidem servabo genusque” (“Conserverò la fedeltà e la stirpe”). Militia, d’altra parte, è anche il titolo di un testo di Léon Degrelle, in cui sono raccolte le «parole di passione» del Comandante della 28° SS Freiwillige Panzergrenadier Division Vallonie, da sempre uno dei principali riferimenti del neonazismo europeo, insieme a Corneliu Codreanu, il fondatore delle antisemite Guardie di Ferro.
La “Fedeltà e l’Onore” di cui si parla sono quelle cantate dai loro “eroi” della Decima Mas: «Quando all’obbrobrio l’otto di settembre / abbandonò la Patria il traditore / sorse dal mar la decima flottiglia / e prese l’armi al grido: Per l’onore! ». Un “Onore” che consistette nell’essere servi dei nazisti, impegnati nella caccia ai loro stessi compatrioti e nel rastrellamento degli ebrei.
Con questo bagaglio Militia afferma di voler rappresentare una «voce fuori dal coro del mondo liberalborghese e liberalcapitalistico, la minoranza rumorosa che rifiuta il falso dualismo destra-sinistra» , favorevole a una «terza via» contro «capitale e profitto da una parte e sterile lotta di classe dall’altra». L’appello a coloro che si sentono «antagonisti, ribelli, alternativi», ossia «non conformi». «Questo è l'ululato che deve riecheggiare nei boschi. Ogni lupo solitario deve riuscire a sentire la voce di un altro suo simile perché ciò dà Forza per tornare branco e trasmette Paura a chi ode questi ululati... di valle in valle, di bosco in bosco… fin quando i lupi torneranno famelici e vendicativi!». «Non essere un lupo solitario: unisciti al branco!» dice un loro manifesto.
Sì: lupi nazisti e repubblichini, fra i boschi e le valli fra Canzo e Asso… Altro che allegra grigliata!

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