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Il monumento alla Resistenza europea

“Questa tremenda esperienza avrà giovato a qualcosa? S’impone una rieducazione profonda e costante, altrimenti nemmeno questa lezione servirà”
PIER AMATO PERRETTA (1885-1944)


Il monumento è stato realizzato dal Comune di Como, su proposta dell’Istituto di Storia del Movimento di Liberazione di Como (oggi Istituto di Storia Contemporanea Pier Amato Perretta), come ammonimento e memoria. Una Commissione di esperti scelse, fra le varie proposte  pervenute, il progetto dell’architetto milanese Gianni Colombo (1937-1993).

L'opera d'arte moderna, è collocata in un ampio spazio verde in riva al lago, nei pressi del Monumento ai Caduti realizzato da Giuseppe Terragni. Le tre scale convergenti fra loro ricordano le impervie scalinate percorse con sempre maggior tormento dai deportati nei campi di sterminio nazisti. Le grezze e fredde piastre metalliche portano incisi brani delle ultime volontà scritte dai condannati a morte, appartenenti a comunità e nazionalità diverse.
La stele, racchiusa a bacheca, contiene frammenti di pietre provenienti dai campi di sterminio di Natzweiler-Struthof, Ravensbrüch, Sachsenhausen, Bergen-Belsen, Auschwitz, Dachau, Mauthausen,
Theresienstadt, Risiera di San Saba, Buchenwald, Flossenburg. La pietra proveniente da Hiroshima è monito severo perché  tali orrori ideati da qualsiasi parte, non  si abbiano più a  verificare. Il monumento è stato inaugurato alla presenza del Capo dello Stato on. Sandro Pertini il 28 maggio 1983.

Le comunità d’Europa presenti in questo monumento sono diciotto. Sono le comunità in cui la Resistenza è stata particolarmente incisiva, in cui più intenso è stato il sacrificio della vita offerta per contrastare la dittatura e il genocidio, per contribuire alla costruzione di un mondo libero e di pace.

La Resistenza europea con il suo significato universale, esce palese da questo monumento che ricorda il sacrificio dei resistenti, per buona parte giovani, di tutte le classi sociali, di diverse ideologie
politiche e fedi religiose, che si sono immolati per il riscatto dell’Europa.

AMMONIMENTO E MEMORIA
Queste due parole, scritte nella didascalia del monumento, sono state volute affinchè il visitatore sia invogliato a meditare su ciò che di più tremendo accadde nella storia -guerra, sterminio,genocidio-, ma anche di quale riscatto sono stati capaci i popoli europei che lottarono nella resistenza per ridare all’Europa la libertà e la pace.

COMO SI RIAPPROPRI DEL SUO MONUMENTO
Lo stato di abbandono e degrado di questo monumento sono grave atto di accusa verso l'Amministratore locale. L’esclusione dagli opuscoli informativi cittadini ha il sapore politico.

Anni di trascuratezza non possono essere spazzati via solo con una pulizia occasionale per eventi quali il 25 aprile. Occorre che l’Amministratore locale si impegni a valorizzare il monumento, i suoi spazi circostanti, facendone luogo di visita, luogo di cultura.
La città di Como deve riappropriarsi di questo monumento, valorizzarlo e farne punta di orgoglio della sua unicità in Europa e nel mondo.

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