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La figura di Pier Amato Perretta

Pier Amato Perretta morì la mattina del 15 novembre 1944 presso l'ospedale Niguarda di Milano.  Era stato ricoverato due giorni prima, quando una squadra di fascisti armati fece irruzione nel suo rifugio clandestino di Viale Lombardia e lo ferì gravemente. Aveva chiesto ai medici di non  essere operato, perchè temeva di finire nelle mani dei torturatori.

Dal 9 settembre del '43 P.A.Perretta era nel mirino dei nazifascisti. Quel giorno aveva incitato, con un comizio appassionato, i cittadini comaschi ad organizzarsi in Guardia nazionale per armarsi e preparasi a combattere i fascisti e i tedeschi. La richiesta al Comandante del Distretto militare di Como di distribuire armi al popolo non trovò accoglienza. Lasciò Como. I fascisti lo credevano in  Svizzera. In realtà dopo un breve soggiorno in Toscana, dove lasciò la moglie e la figlia, tornò a Milano. Con il nome di battaglia "Amato"entrò nella Resistenza, curò i collegamenti tra il Comitato militare di Como e il CVL di Milano. Aiutò a raccogliere armi e mezzi per  le formazioni partigiane del comasco. Partecipò a diverse missioni in Piemonte e in Lombardia. Un delatore lo tradì consentendo ai fascisti di catturarlo e ucciderlo.

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I luoghi della memoria.

Ricordo dei caduti della Resistenza. Cimitero monumentale di Como.

Con delibera del 30 luglio 1954 si diede il via alla costruzione del primo monumento alla Resistenza nel territorio di Como.  Inaugurato nel decimo anniversario della Liberazione (25 aprile 1955), l’opera  commemorativa venne eseguita secondo il progetto dell’architetto Luigi Zuccoli, collaboratore di Terragni  e consigliere comunale del Partito Comunista.

 

Ricordo dei lavoratori della Comense deportati. Cimitero monumentale di Como.

Inaugurata nel 1954, la lapide vuole ricordare i lavoratori della tintoria Comense deportati in Germania a seguito dello sciopero del 6 marzo 1944, e i morti nei campi di lavoro.

 

Ricordo di Luigi Mascherpa. Via Mascherpa, Como – Albate.

La lapide, inaugurata nel 1980, ricorda l’ufficiale condannato a morte e fucilato il 24 maggio del 1944 per aver rifiutato la resa ai tedeschi. Nato a Genova nel 1893, Mascherpa risiedette a Como dal 1906 dove frequentò le scuole prima della carriera in marina militare.

 

Ricordo dei partigiani fucilati a Camerlata. Cimitero di Como – Camerlata.

Composto da tre lapidi differenti, il monumento ricorda alcuni dei partigiani fucilati dai fascisti presso il cimitero di Camerlata nel 1944. Mario Bigliani, Giovanni Busi, Francesco Rigoldi, Carlo Sormani e Luigi Villa, componenti di un distaccamento della 52brigata Garibaldi, vennero catturati con altri diciassette partigiani, durante un rastrellamento a Menaggio effettuato dalle Brigate Nere, e fucilati il 30 dicembre. Giuseppe Borghi, Martino Premoli, ed Emilio Quarti, partigiani delle Squadre di Azione Patriottica di Rovello, vennero fucilati il 25 luglio. L’esecuzione di Rocco Jeraci avvenne il 5 settembre dello stesso anno.

 

Ricordo di Adolfo Vacchi. Cimitero di Como – Camerlata.

La lastra, inaugurata il 1° giugno 1947, ricorda Adolfo Vacchi nel luogo dove venne ucciso da un plotone fascista. Residente a Veniano, Adolfo venne assassinato nella notte del 5 settembre 1944.

 

Ricordo di Massenzio Masia. Viale Masia, Como.

Massenzio Masia, scrittore e giornalista comasco, fu esponente del Partito Repubblicano e in seguito di Giustizia e Libertà. Venne arrestato a Bologna e fucilato il 23 settembre 1944. La targa, con un bassorilievo di Pietro Clerici, venne collocata sulla sua casa natale in P.zza Vittoria il 4 maggio 1946, ed in seguito spostata nella posizione attuale.

 

Ricordo di Alfonso Lissi. Cimitero Como – Rebbio.

La lastra inaugurata nel 1981 e applicata sul monumento ai caduti, ricorda il commissario politico della 52a brigata Garibaldi caduto durante l’”azione di Lenno” il 3 ottobre 1944.

  

Ricordo di Pier Amato Perretta.  Como, P.zza Perretta e atrio del Tribunale.

Sono due le lapidi che ricordano l’avvocato partigiano. La prima, collocata nella piazza intitolata allo stesso Perretta, venne inaugurata il 14 novembre 1948 per iniziativa dell’ANPI nell’ambito della manifestazione “Guerra alla guerra”. La seconda, promossa dal Comitato unitario antifascista, venne posta nell’atrio del Tribunale il 15 novembre 1976.

 

Ricordo di Rino Bonelli. Como, via XXVII maggio.

Il monumento, inaugurato il 20 gennaio 1946, venne proposto da Maria Nardi Bonelli, la madre del partigiano, affiancata da ANPI e PCI. Rino Bonelli (Tenente Yorik), ufficiale di collegamento con il distaccamento “Tomasic”, venne fucilato il 22 gennaio 1945 nel luogo in cui oggi sorge la lapide.

 

Ricordo dei partigiani fucilati in Viale Innocenzo XI. Como, Viale Innocenzo XI.

Uccisi in tempi diversi, Umberto Marcelli (16 settembre 1944), Virginio Sandroni (10 ottobre 1944), Luigi Ballerini ed Enrico Cantaluppi (24 gennaio 1945), furono “uniti nella lotta dagli stessi ideali”, e ora tre lapidi bronzee ricordano il luogo della loro fucilazione.

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