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Fermiamo ogni forma di razzismo

Anche a Como l’organizzazione neofascista Forza Nuova rialza la testa e si lancia in una delle azioni che più le è congeniale: esporre striscioni in luoghi precisi della città con la complicità del buio della notte. Riteniamo grave ciò che è stato scritto su quel pezzo di stoffa: “consegnateci Kabobo”.  Questa frase ci riporta ad un recente fatto di cronaca drammatico e doloroso per molte famiglie milanesi, a cui inviamo il nostro cordoglio.  
Ci preme però sottolineare, che purtroppo sono molti  in questi tempi di crisi economica e sociale i fatti di sangue compiuti da persone indigenti, senza alcuna distinzione di razza o colore della pelle.  Ciò che scrive Forza Nuova è quindi un vero e proprio incitamento all’odio razziale. La campagna xenofoba visibile sui siti internet e sulle pagine Facebook di Forza Nuova che pubblica “l’immigrazione uccide” ed elenca reati compiuti da immigrati nei confronti delle donne e gli ignobili insulti alla ministra Cécile Kyengeè, sono tutte espressioni di uno schema caro alle destre, che assumono l’equazione “immigrato uguale criminale”. Tuttavia, mettiamo in evidenza come, in questa macabra contabilità, sono decine le donne vittime di violenze e omicidi perpetrati da “italiani autoctoni”, fuori e dentro le mura domestiche, sui cui però Forza Nuova colpevolmente tace.

A questo bieco e becero razzismo diffuso dalle organizzazioni neofasciste, noi rispondiamo con la cultura dell’accoglienza e della democrazia. In Italia l’immigrazione è una grande questione nazionale da affrontare con adeguate politiche strutturali di integrazione e non invece, con la politica dei respingimenti, con visioni di mero ordine pubblico che alimentano esasperazioni e paure e strumentalizzano per fini elettoralistici gli stessi bisogni di sicurezza dei cittadini.
Inoltre, a fronte di questo dilagare della xenofobia, sollecitiamo le istituzioni affinché la Legge Mancino del 1993 contro l’incitamento alla discriminazione e all’odio razziale non resti lettera morta.

 

La Legge Bossi-Fini del 2002, anch’essa richiamata nello striscione esposto da Forza Nuova,  è la sciagurata legge attualmente in vigore che regola l’ingresso di stranieri. Una legge che favorisce l'abbassamento dei livelli minimi di tutele dei lavoratori immigrati e l'inasprimento delle misure securitarie sui territori con l'introduzione nel 2009 del “reato di clandestinità”. Chi viene arrestato in quanto “clandestino”, può essere detenuto fino a 18 mesi, senza avere diritto a un processo. Troviamo così centri sovraffollati da stranieri colpevoli di fatto di non appartenere ad uno Stato membro della Comunità Europea; stranieri in uno Stato in cui il migrante è considerato una categoria da schedare e segregare, rendendogli desiderabile la fuga e la sopravvivenza con espedienti, favorendo la criminalità organizzata e i procacciatori di lavoro in nero.

Per questi motivi si rende necessario sviluppare azioni concrete al fine di eliminare le intollerabili condizioni di semi schiavitù a cui molti lavoratori immigrati sono costretti nel nostro Paese, promuovere sostanziali modifiche al sistema dei Centri di Identificazione e di Espulsione -oggi inaccettabili e da chiudere- che non garantisce il pieno rispetto dei diritti democratici e prevedere l’abolizione del reato di clandestinità.
Occorre una vera e propria battaglia politica e culturale contro ogni forma di razzismo, da portare nelle scuole, nelle piazze, sui luoghi di lavoro e nelle giovani generazioni.
In questa battaglia di convivenza civile l’ANPI e l’antifascismo sono in campo quali essenziali punti di riferimento.

Comitato di Sezione
ANPI Sezione di Como

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