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25 aprile 2013: intervento dell'Anpi alla commemorazione del partigiano Alfonso Lissi

Cari amici e cari compagni
innanzitutto vorrei ringraziare gli organizzatori della cerimonia per avermi dato l'occasione di poter intervenire proprio il 25 aprile festa della Liberazione.
Mi sento onorato di poter ricordare qui, davanti alla lapide che lo commemora, il partigiano comunista Alfonso Lissi. Operaio e antifascista, attivo nella lotta politica e sindacale a Saronno, in seguito commissario politico della 52esima Brigata Garibaldi e caduto durante la violenta battaglia di Lenno del 3 ottobre 1944, Alfonso Lissi è una delle figure più importanti della Resistenza comasca.

Se mi permettete, vorrei ricordare qui anche un altro partigiano, scomparso pochi anni fa, per anni vera colonna portante dell'Anpi di Como. Parlo ovviamente di Perugino Perugini, a cui abbiamo deciso di intitolare la nostra Sezione.
Oggi noi siamo qui non solo per rendere onore e renderne viva la loro memoria. Ricordiamo infatti l'unità di forze diverse tra loro, che dopo aver liberato l'Italia dalla dittatura nazifascista, seppero inaugurare una stagione di grande entusiasmo civile e sociale. Siamo qui anche per ridare dignità e valore alle loro battaglie. Perché i nostri caduti sognavano certamente un'Italia ben diversa da questa. Sopratutto in questo periodo di crisi economica e politica, dove all'emergenza drammatica del lavoro si somma il grave quadro morale e di corruzione diffusa.

Nostro impegno è quindi fare tutto il possibile affinché quelle attese mancate trovino finalmente sbocco in un paese che abbia la forza e la capacità di ricostruire un tessuto sociale, economico e politico basato sui principi della Costituzione.

Quest'anno il 25 aprile assume un valore particolare di impegno per un'altra ragione: sono infatti tanti i segnali di rigurgiti neofascisti, violenti e pericolosi anche qui nel comasco. Colpisce il fatto che l’esposizione di simboli fascisti e manifestazioni aperte di fascismo e nazismo lascino indifferente tanta parte dei cittadini, che non ne considera la gravità e trovino un clima troppo tiepido anche nelle Istituzioni che dovrebbero garantire il rispetto della Costituzione. Istituzioni che, al più, tendono a prendere in considerazione il problema solo sotto il profilo dell’ordine pubblico, senza avvedersi che il problema è molto più serio e coinvolge principi e tematiche riferibili ai valori costituzionali.

Questi segnali, insieme allo strisciante revisionismo e negazionismo storico, ci assegnano il compito di reagire, coinvolgendo tutti i cittadini, le istituzioni, i partiti, i movimenti, i sindacati e le associazioni democratiche, in una grande operazione culturale e politica, che faccia finire questo scempio.

Abbiamo quindi il dovere di far vivere i valori e i principi della Costituzione nata dalla Resistenza, oggi giorno della Liberazione, così come nel nostro agire futuro.

Viva la libertà! Viva la Resistenza! Viva la Costituzione italiana!

Nicola Tirapelle
Presidente Anpi sezione di Como

 

 

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