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La Como che allontana i pianisti e da spazio ai neofascisti

Ieri pomeriggio l’estrema destra comasca si è riunita per effettuare un volantinaggio nella centralissima piazza Cavour a Como.
La città sede del Monumento alla Resistenza europea subisce l’ennesimo schiaffo da movimenti che diffondono messaggi xenofobi, intolleranti, omofobi, razzisti, riversano l’odio tra i popoli ed esaltano ideologie nazifasciste.

Siamo stufi di assistere a soggetti di estrema destra che ottengono senza alcun problema l’agibilità politica della città: che siano autorizzati dal Comune per occupare spazi pubblici oppure senza alcun impedimento da parte della Questura per tenere volantinaggi, il tragico paradosso è che la città allontana per cavilli burocratici un pianista che voleva solamente diffondere le sue note in piazza, mentre nell’indifferenza sovrana accetta che movimenti neofascisti agiscano indisturbati.

Il dovere di tutelare la democrazia repubblicana, ponendo il valore costituzionale dell'antifascismo come limite preciso, deve essere un punto saldo per gli organi dello Stato. Di conseguenza, concedere spazi e agibilità a questi soggetti, non significa garantire il principio della libertà di espressione, ma semmai deformare il principio stesso, stravolgendo lo spirito antifascista che pervade la Carta costituzionale, per cui lottarono donne e uomini della Resistenza.

Sottolineiamo che il 23 marzo scorso il Consiglio comunale di Como ha votato un ordine del giorno che esprime una chiara indicazione al Sindaco, al Prefetto e al Questore su quale sia l’impegno da tenere: vietare la concessione di spazi pubblici ai soggetti che non si riconoscono nel principio antifascista della nostra Repubblica.

Invitiamo il Sindaco di Como a prendere esempio da altri suoi colleghi, come il sindaco di Rimini o di Forlì, che hanno preso posizioni chiare e nette contro i movimenti neofascisti.
Riprendiamo infatti la dichiarazione di Davide Drei, sindaco di Forlì:«…le ragioni che mi spingono a chiedere -a Questore e Prefetto n.d.r.- che la richiesta di Forza Nuova non venga accolta, sono evidenti. La Piazza non può e non deve essere il luogo in cui si fomenta l'intolleranza e la discriminazione. Così come non può essere luogo di contrapposizione violenta, anche se fosse solo verbale. La Piazza deve essere il luogo dell'incontro, della pace e del dialogo. Uno spazio accogliente per le famiglie e per tutti forlivesi che amano e vogliono vivere la propria città. E deve continuare ad esserlo».
Anpi sezione di Como "Perugino Perugini"

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