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Assemblea iscritte/i: relazione del presidente di sezione

Pubblichiamo di seguito il testo della relazione presentata all'assemblea delle/degli iscritte/i tenuta il 4 aprile 2014 dal presidente di sezione Nicola Tirapelle:

Care amiche e compagne,
cari amici e compagni,

ci ritroviamo qui oggi per fare il punto della situazione sull’attività della nostra sezione e per discutere sulle  prospettive future dell’Associazione.  A poco più di un anno dal nostro congresso, che possiamo ritenere “fondativo”,  credo sia importante esprimere il ringraziamento all'Anpi provinciale di Como ed alla sua segreteria, che ha creduto fortemente fin dall’inizio in questo processo costitutivo. Da tempo ormai si sentiva l'esigenza di riempire il vuoto organizzativo che la nostra Associazione aveva nella città di Como e, pur essendo ancora nella fase per così dire “di messa a punto”, abbiamo già gettato basi solide per il futuro.

Un segnale preciso è il fatto che il comitato di sezione è in buona parte composto da giovani compagne e compagni. Credo che l'apertura dell'Anpi all'iscrizione di tutti gli antifascisti sia stata una scelta decisiva per la crescita. Penso infatti che il rapporto tra generazioni debba fondarsi sulla consapevolezza della reciproca indispensabilità: non c'è futuro se non lo si costruisce sul patrimonio ideale dei partigiani, così come è importante che i meno giovani siano aperti e disponibili al necessario cambiamento.

Non è mia intenzione addentrarmi in questioni politiche nazionali, in quanto non è questo l’ordine del giorno. Tuttavia, credo sia chiaro che l’Anpi debba assumere come impegno fondamentale il superamento dell’antifascismo celebrativo e rilanciare l’azione di difesa e applicazione dei principi costituzionali, chiedendo a tutti i soggetti politici e istituzionali il rispetto e l’attuazione della Carta costituzionale.
Oggi penso che pretendere la realizzazione dei principi costituzionali in ogni campo della società, sia un concreto antidoto contro le disuguaglianze sociali e un indirizzo preciso per la salvaguardia dello stato sociale, dei diritti dei lavoratori e dei diritti civili in generale.

Considero quindi che il mio compito questa sera sia quello di analizzare lo stato di salute della nostra sezione, indagando aspetti positivi e negativi, alla luce anche di quanto è accaduto e sta accadendo localmente a livello politico, culturale e sociale. Non mi addentrerò nemmeno nelle questioni economiche della sezione, in quanto vi illustrerà sicuramente meglio di me il compagno Dalla Mura che interverrà dopo.

La crescita importante in termini di iscritte e iscritti è sicuramente un fatto positivo per la nostra sezione e che premia il lavoro  delle compagne e compagni che singolarmente o durante le iniziative si sono impegnati in questo senso e a cui va il mio ringraziamento.
Siamo consapevoli che per associazioni come la nostra, il tesseramento è un aspetto fondamentale per due motivi. Il primo: è l’indicatore dell’adesione ai principi e valori percui l’Anpi si batte. Il secondo: è ovviamente la principale fonte di sostegno economico. Siamo quindi coscienti che un lavoro costante di presenza politica e culturale sul territorio sia un fattore che incentiva la crescita, così come crediamo che ognuno di noi debba impegnarsi nel proprio piccolo per promuovere l’adesione alla nostra Associazione.

Vorrei dare solo un dato: l’anno 2013 si chiude con ben sessanta nuovi iscritti, a cui però segue il fatto negativo di trenta tessere perse rispetto al 2012. Questa situazione è un campanello di allarme che ci impone di lavorare maggiormente da quest’anno nel recuperare chi non rinnova la tessera, pur sapendo che nella maggior parte dei casi, chi non rinnova l’iscrizione non lo fa per precisa volontà, ma per semplice dimenticanza.

Ritengo sia importante sottolineare che in questo anno trascorso sono stati fatti molti sforzi per costruire e dare una stabile struttura organizzativa e amministrativa alla sezione: mi riferisco all’attivazione della posizione con l’Agenzia delle Entrate, l’apertura del conto corrente postale, alla possibilità di tesserarsi attraverso il bollettino postale o il bonifico bancario, all’apertura di un sito internet e di  una pagina sul social network più diffuso come Facebook, alla creazione di un indirizzario di posta elettronica degli iscritti. Il sito internet, la pagina Facebook e l’indirizzario e-mail sono ottimi strumenti per mantenere aggiornati gli iscritti in maniera rapida e puntuale. Certo, ci rendiamo conto che non tutti possono avere la possibilità di accedere ad internet. Per questo motivo, almeno per appuntamenti rilevanti e importanti, l’utilizzo della posta tradizionale rimane costante.
Decine sono state le iniziative che durante il 2013 e l’inizio del 2014 ci hanno visto coinvolti e, in molti casi, soggetti attivi.

Non voglio fare qui un elenco noioso, ma mi preme sottolineare che tante sono le iniziative a cui abbiamo partecipato o direttamente organizzato presenziando con il nostro gazebo informativo e diffondendo i nostri volantini. Feste, commemorazioni, manifestazioni, conferenze: l’elenco completo lo trovate su quei fogli che abbiamo distribuito. Ricordo per importanza, anche di partecipazione, la conferenza con la storica Alessandra Kersevan, tenuto in questa sala, nonostante le difficoltà che tutti ben conosciamo.
Con alcune compagne e compagni abbiamo portato il saluto della sezione non solo alla partigiana Rosalinda Zariati, ma anche a Giordana Meregalli e Laura Perugini, rispettivamente moglie e figlia del partigiano Perugino Perugini a cui è dedicata la nostra sezione.

Trovo inoltre importante evidenziare come la nostra sezione sia stata il motore che ha attivato una rete di soggetti (Arci, Italia-Cuba, Istituto di Storia, Cgil, Soci Coop, Emergency, Libera) impegnate insieme nella valorizzazione delle Memoria antifascista e nella promozione dei valori costituzionali. Iniziativa principale di questo insieme di realtà è la Festa del 2 giugno, in cui anche quest’anno porteremo in piazza con musica, messaggi e gazebo la nostra voglia di festeggiare la Repubblica nata con la Costituzione e con la Resistenza. 

Non mi dilungo oltremodo sulle iniziative in cantiere, in quanto parleranno meglio i compagni dopo di me.
Riallacciandomi però in qualche modo alla questione economica, mi preme fare presente che abbiamo in programma di preparare nel mese di giugno un pranzo sociale che, oltre a un momento conviviale e di festa, sia un modo per autofinanziare la sezione per le iniziative future.
Nel mese di giugno avremo inoltre in calendario un altro importante appuntamento pubblico per la cittadinanza con il docente universitario Raffaele Mantegazza, che indagherà come le culture neofasciste facciano breccia tra le giovani generazioni.
Attiveremo anche nei prossimi giorni due abbonamenti a Patria Indipendente, la rivista mensile dell’Anpi.

Credo fortemente che la guida del nostro operare debba essere la promozione e la diffusione della cultura antifascista e antirazzista, la difesa e valorizzazione della Memoria e della Carta costituzionale.
L’Anpi deve sforzarsi di essere il motore e al tempo stesso il collante della mobilitazione antifascista sul territorio, cercando di spingere per la piena collaborazione con tutte le forze democratiche e antifasciste comasche. Spetta all’Anpi attivare percorsi comuni di Memoria e antifascismo che coinvolgano sindacati, associazioni, comitati e cittadini.

Purtroppo registriamo sempre più spesso uno squadrismo culturale di alcuni gruppi di estrema destra che paralizza e condiziona l’agibilità democratica della nostra città, impedendo iniziative di alto valore culturale, informativo e contro informativo.
Sappiamo che la situazione politica e sociale del nostro paese è molto grave e che proprio nel solco di questa drammatica situazione si inseriscono movimenti di ispirazione neofascista e neonazista, che alimentano sentimenti razzisti, autoritari e violenti.

A Como, gruppi come Forza Nuova e Militia, si sono appropriati di aggressive parole d’ordine pseudo - rivoluzionarie e antisistema, trovando purtroppo facile presa tra giovani e facendo proselitismo anche nelle curve degli stadi di calcio.
Troppo spesso l’indifferenza, l’afascismo diffuso e l’accondiscendenza delle Istituzioni fa si che  la città di Como divenga teatro di vere e proprie manifestazioni in cui si fa apologia di fascismo (ricordo, tanto per fare un esempio, il corteo che nel mese di aprile di ogni anno percorre viale Geno a Como dove, con saluti romani e slogan fascisti, questa gentaglia dice di commemorare la persona di Ramelli).

Sono quindi convinto che l’antifascismo come valore e principio fondante della nostra società non debba rimanere un rituale celebrativo racchiuso sul palco del 25 aprile, ma debba tradursi in fatti concreti e coraggiosi, impedendo manifestazioni neofasciste
Ritengo infatti molto pericolosa la deriva presa da parte di alcune amministrazioni comunali comasche guidate da forze democratiche che dovrebbero essere sensibili ai temi a noi cari,  percui in nome di un astratto valore democratico svuotato del suo preciso carattere antifascista, si concedono spazi pubblici e si lascia agibilità ad organizzazioni chiaramente fuori dalla Costituzione repubblicana.
Per contrastare questa situazione, la sezione di Como si sta facendo promotrice di un appello per una città antifascista, coinvolgendo altre realtà cittadine, per arrivare a chiedere al consiglio comunale di modificare il regolamento per la concessione degli spazi pubblici, vietandoli a chi predica il fascismo, il razzismo, l’omofobia e la xenofobia.

Volgendo lo sguardo al futuro, credo sia determinante sviluppare la costruzione delle relazioni con le Istituzioni e le forze politiche e sociali cittadine. In questo senso, la nostra sezione sconta ancora un pesante ritardo. Troppo spesso, probabilmente anche a causa del fatto che fino a poco più di un anno fa la sezione semplicemente non esisteva, non veniamo annoverati come soggetto con cui rapportarsi. Esiste verosimilmente ancora la situazione percui nella città di Como l’Anpi è rappresentata solo dal livello dirigente provinciale e non anche da quello della sezione.
Penso quindi che la sezione e i suoi organismi dirigenti, nel quadro organico dell’associazione, debbano sforzarsi ed impegnarsi ad allacciare normali ed autonomi rapporti, soprattutto con l’amministrazione comunale, in modo da poter interagire anche nell’organizzazione di eventi pubblici.
Questo processo deve avvenire in un ottica di accrescimento dell’associazione e di ricerca unitaria in cui ben venga la dialettica, anche accesa, ma sempre rispettosa di funzioni e persone.
In un quadro più generale, anche se questa ovviamente non è la sede opportuna, credo personalmente che occorra rivedere alcune parti del nostro statuto nazionale, in quanto lascia parecchie zone grigie nella gestione interna dell’associazione e, in  molti casi, sembra non concedere la giusta autonomia alle sezioni, che sono a tutti gli effetti gli organismi di base nella piramide organizzativa interna.

Concludo il mio intervento, rivolgendo a tutte le compagne e compagni e alle amiche e amici presenti, sollecitando a dare il loro contributo non solo in termini di manodopera, ma anche di elaborazione e discussione politica.
In ultimo, vorrei citare con rispetto ed orgoglio le parole del compagno partigiano Giovanni Pesce: “Quello che facciamo ora è importante, soprattutto perché, se oggi non facessimo nulla, non ci sarebbe mai un domani da cui cominciare a cambiare veramente le cose”.

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